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Albio Tibullo
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mwcgAlbio Tibullo (in latino Albius Tibullus; Gabii o Pedum, 54 a.C. circa – Roma, 19 a.C.) è stato un poeta romano del I secolo a.C., tra i maggiori esponenti dell'elegia erotica.
Contents
• Opere
• Libro I
• Libro II
• Note
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Biografia
Scarse le notizie sulla sua vita, anche se Tibullo stesso ci fornisce diverse informazioni su di sé, nella propria opera. Inoltre, il testo di Tibullo, nei manoscritti che ce lo tramandano, è accompagnato da un epigramma scritto da mwdwDomizio Marso e da una mweaVita anonima. Il primo ci fornisce l'indicazione della data di morte. La seconda ci informa della sua origine, dei suoi rapporti con Messalla, dice che fisicamente era bellissimo e che mweqmultorum iudicio principem inter elegiographos obtinet locum (a giudizio di molti, ha il primo posto tra gli scrittori di elegie).
Fece parte del circolo di mwgwMessalla Corvino, che raccoglieva poeti di ispirazione bucolica ed elegiaca distanti dagli interessi politici e civili di mwhaMecenate. Seguì Messalla in una spedizione militare in mwhqAquitania e poi nel mwhg22 a.C. in Siria, ma fu costretto a fermarsi a mwhwCorfù per una malattiacite-ref-1[1]. Nel mwja27 a.C., comunque, poté assistere a Roma al trionfo di Messalla, celebrato il 25 settembre.
Morì poco dopo mwkgVirgilio, nell'anno mwkw19 a.C., probabilmente a Romacite-ref-2[2]. A questo periodo andrebbe datata l'elegia III, 9 degli mwmamwmqAmores di mwmgOvidio, un mwmwepicedio per la morte di Tibullo, in cui Ovidio immagina il funerale, dove Delia e Nemesi si contendono il primato nel cuore del defunto. Il testo contiene varie citazioni e rimandi al testo di Tibullo.
Ancora mwnqOvidio fa il nome di Tibullo insieme a quelli di mwngVirgilio, mwnwOrazio, mwoaCornelio Gallo e mwoqProperzio nell'elegia IV,10 dei mwogmwowTristia, lamentando che il destino non gli ha concesso abbastanza tempo per stringere amicizia con lui. Qui Ovidio, seguendo una consuetudine antica, stabilisce una "successione" dei poeti elegiaci: Gallo, Tibullo, Properzio e sé stesso come quarta "generazione"cite-ref-3[3].
Opere
A Tibullo sono attribuiti tre libri di elegie, per un totale di 1.238 versi (619 mwqwdistici elegiaci).
Libro I
La prima elegia è programmatica, una sorta di presentazione e di manifesto della poetica e della personalità di Tibullo, improntate all'ideale oraziano della mwtqmediocritas.cite-ref-5[5] Rivolgendosi a Messalla, introduce alla tematica dell'amore per Delia, l'amore per la vita in campagna e per la pace.
La seconda elegia, un mwuwmwvaparaklaysíthyron, svolge uno dei temi tipici della poesia erotica. Davanti alla porta chiusa di Delia si svolge il canto del poeta, una sorta di serenata.
Nella I 3, Tibullo malato è costretto ad abbandonare Messalla, in viaggio verso l'mwvgEgeo. In un'ansia di morte, il poeta ripensa alle ultime ore passate con Delia a Roma, immagina lei rimasta sola che prega per lui. In uno dei pochi mwvwexcursus mitologici della sua opera, Tibullo rievoca l'età dell'oro.
Nella I 4 viene introdotto il tema dell'amore omosessuale per Marato: Tibullo, dopo aver chiesto consiglio ad una statua del dio mwwqPriapo, viene istruito sull'arte di sedurre i giovinetti.
Ancora un mwwwmwxaparaklaysíthyron è la I 5, in cui Delia, lasciato Tibullo, ha un amante più vecchio e più ricco.
Con la I 5 si chiude il "romanzo di Delia": la donna tradisce il marito con Tibullo, che qui fornisce una sorta di precettistica dell'infedeltà.
In onore di Messalla, in occasione del suo compleanno è la I 6, mentre la 7 è un'esortazione alla giovane Foloe a ricambiare le attenzioni di Marato, che ritorna nella 8 quando tradisce Tibullo con un amante più ricco, provocando un'invettiva contro i due, sul modello della mwxwpoesia giambica callimachea.
Nella I 9 Tibullo, richiamato sotto le armi, maledice la guerra ed elogia la vita in campagna e l'amore.
Infine della I 10 è presente un'esaltazione della mwygpace e affronta l'ideale di vita del poeta.
Libro II
Il secondo libro contiene 6 elegie, in cui la donna cantata non è più Delia, bensì Nemesi, ancora più crudele nei confronti del poeta.
Il componimento iniziale è dedicato alla festa degli mwzgmwzwAmbarvalia, mentre in II 2 il poeta si rivolge all'amico Cornuto in occasione del suo compleanno.
In II 3, fa la sua comparsa Nemesi, che si trova con un amante nella casa di campagna di lui, mentre Tibullo dà sfogo alla sofferenza data dalla gelosia, che riprende in II 4, dove si svolge il tema della "servitù d'amore": Tibullo è succube di Nemesi, ed è disposto a tutto per soddisfarne le richieste.
Ancora legate all'ambiente degli amici sono II ̩5, elegia dedicata a Messalino, figlio di Messalla, in occasione della sua investitura sacerdotale e II 6, in cui, in occasione della partenza per una campagna militare dell'amico mwagMacro, Tibullo, riluttante, è disposto ad accompagnarlo, pur di dimenticare la crudele Nemesi. Nella speranza che l'amata diventi più tenera verso di lui, Tibullo rievoca l'immagine della sorellina di lei, morta cadendo da una finestra.
Libro III
Il libro III raccoglie 20 componimenti di cui solo gli ultimi due sono considerati tibulliani.
Nelle elegie III, 1-6 un poeta di nome Lìgdamo (che indica la propria data di nascita nell'anno 43 a.C. e non può quindi essere Tibullo) canta in toni teneri e sospirosi il suo infelice amore per Neèra. Il componimento che nel libro occupa il settimo posto è il "Panegirico di Messalla", l'unico carme in esametri del Corpus; in esso un poeta, che alcuni studiosi ritengono possa essere Tibullo, esalta le eccelse doti del patrono, secondo gli schemi retorici dell'encomio. Le elegie III, 8-18, infine, cantano vari momenti dell'amore appassionato di Sulpicia, nipote di Messalla, per un giovane di nome Cerinto.
Il carme 19 è un'ardente dichiarazione d'amore per una puella di cui non viene fatto il nome; il carme 20 è un breve epigramma su voci, che tormentano il poeta, relative a presunte infedeltà dell'amata.
Lingua e stile
Lo stile di Tibullo, mwcqtersus atque elegans (chiaro ed elegante), come lo definisce mwcgQuintilianocite-ref-6[6], è uno dei modelli della classicità. Tibullo lavora con un lessico limitato e con un numero ristretto di temi, variando i quali riesce a creare effetti sempre diversi, sfumando dal dolce al malinconico, e per questo definito "poeta triste", talvolta al rabbioso.
Non fa sfoggio, invece, di quell'erudizione mitologica che caratterizza lo stile del suo contemporaneo mweaProperzio e anche la lingua di Tibullo è priva di arcaismi, grecismi e neologismi, nonché di anomalie morfologiche. Caratteristica della sua poesia è la descrizione di un tipo di amore intenso e travolgente, ma fragile, precario e difficile da gestire. Altro suo segno distintivo è una mescolanza di riferimenti alla religione tradizionale e a elementi di pratiche magiche e occulte.
Tradizione e critica del testo
Benché Tibullo fosse molto apprezzato nell'antichità, nel mwewMedioevo la sua opera ha scarsa circolazione, e per lo più in antologie. Solo alla fine del mwfaXIV secolo l'opera torna ad avere una vasta circolazione nella sua integrità.
Non sono sopravvissuti manoscritti tardoantichi né medievali. Da un archetipo O - perduto - derivano tutti i manoscritti rinascimentali, circa 100. Tra questi i migliori, alla base delle edizioni a stampa, sono tre:
1. l'Ambrosiano (A), scritto intorno al mwga1375, il cui primo proprietario conosciuto è l'umanista mwgqColuccio Salutati.
2. il Vaticanus latinus 3270 (V), inizio del mwgwXV secolo.
3. il Genuensis Berianus D bis 11-6-51 (Ber), inizio del mwhqXV secolo.
Altre lezioni genuine si ricavano da alcune antologie di poeti latini, come il mwhwFlorilegium Gallicum (composto intorno alla metà del mwiaXIII secolo) o gli mwiqExcerpta Frisingensia (conservati in un solo manoscritto ora a mwigMonaco di Baviera), raccolte per lo più in mwiwFrancia in epoca tardomedievale, che sembrano derivare da una tradizione indipendente da O.
L'mwjqmwjgeditio princeps risale al mwjw1472, stampata a mwkaVenezia da mwkqVindelino di Spira. La prima edizione condotta con criteri scientifici moderni è quella di mwkgKarl Lachmann del mwkw1829.
Edizioni italiane
• Tibullo, mwlwLe elegie, Versione di Francesco Paolo Mulé, Villasanta (Milano), Società anonima Notari, 1930.
• Albio Tibullo e autori del Corpus Tibullianum, mwmqElegie, Testo latino e versione poetica di Guido Vitali, Bologna, N. Zanichelli, 1940.
• Tibullo, mwmwElegie, Introduzione, testo, note e traduzione a cura di Onorato Tescari, Milano, Istituto editoriale italiano, 1951.
• Albio Tibullo e Sesto Properzio, mwnqOpere, a cura di Giacinto Namia, Torino, UTET, 1973, pp. 88-223: Tibullo e gli autori del Corpus Tibullianum.
• Tibullo, mwnwLe elegie, a cura di mwoaFrancesco Della Corte, Roma, Fondazione Lorenzo Valla, Milano, Mondadori, 1980.
• Tibullo, mwogElegie, a cura di Mario Ramous, Garzanti 1988.
• Albio Tibullo e autori del Corpus tibulliano, mwpaElegie, Traduzione di mwpqLuca Canali, introduzione e commento di Luciano Lenaz, Milano, Rizzoli, 1989.
• Tibullo, mwpwElegie. Testo latino a fronte, a cura di Annalisa Németi, Mondadori 2023.
• Tibullo, mwqqElegie, Saggio introduttivo, nuova traduzione e note a cura di Emanuele Riccardo D'Amanti, Rusconi 2023.
Note
cite-note-11. ↑ I 3.
cite-note-22. ↑ mwswDomizio Marso, fr. 1 M.
cite-note-33. ↑ mwtwVirgilium vidi tantum: nec avara Tibullo / tempus amicitiae fata dedere meae. / successor fuit hic tibi, Galle, Propertius illi; / quartus ab his serie temporis ipse fui. "Virgilio lo vidi soltanto; né la morte prematura diede a Tibullo il tempo per la mia amicizia. Fu il tuo successore, o Gallo, e Properzio successe a lui. Dopo costoro, in ordine di tempo io sono il quarto".
cite-note-55. ↑ mwwaI, 1
cite-note-66. ↑ X 1, 93.
Bibliografia
• Vincenzo Ciaffi, mwxwLettura di Tibullo, Torino, Chiantore, 1944.
• Luigi Pepe, mwyqTibullo minore, Napoli, Armanni, 1948.
• mwywBenedetto Riposati, mwzaIntroduzione allo studio di Tibullo, 2ª ed., Milano, Marzorati, 1967.
• Nino Salanitro, mwzgTibullo, Napoli, L. Loffredo, 1938.
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-itTibullo, Albio, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaEttore Bignone, TIBULLO, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1937.
• citerefsapere-itTibullo, Albio, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) Albius Tibullus, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefbewebAlbio Tibullo, su BeWeb, Conferenza Episcopale Italiana.
• citerefmqdq(LA) Opere di Albio Tibullo, su Musisque Deoque.
• citerefphi(LA) Opere di Albio Tibullo, su PHI Latin Texts, Packard Humanities Institute.
• citerefmlolOpere di Albio Tibullo / Albio Tibullo (altra versione), su MLOL, Horizons Unlimited.
• citerefopen-library(EN) Opere di Albio Tibullo, su Open Library, Internet Archive.
• citereflibrivox(EN) Audiolibri di Albio Tibullo, su LibriVox.
• (EN) Albio Tibullo / Albio Tibullo (altra versione), su Discogs, Zink Media.
• (EN) Albio Tibullo, su Comic Vine, Fandom.
• mw1qTesto in Italiano dell'intero mw1gCorpus Tibullianum dal Progetto Ovidio e testimonianze dei contemporanei tradotte in italiano.
• mw2a(LA) mw2qTesti latini: testo originale del mw2gCorpus Tibullianum, testo della mw2wvita Tibulli anonima e testimonianze dei contemporanei nell'originale latino.
• mw3q(LA) mw3gTesto originale da mw3wThe Latin Library